fonte:http://www.censis.it/censis/macroareac/p_neg/pn_unita3_1.htm

LA PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA
LO SVILUPPO LOCALE E LO SPORTELLO UNICO
PER LE ATTIVITA' PRODUTTIVE

Lo sportello unico per le attività produttive
ed i patti territoriali

Sportello Unico: strumento per lo sviluppo locale

 

Che il partenariato sia divenuto, nel giro di pochi anni, una pratica assai diffusa tra i soggetti pubblici e privati operanti a livello locale è un dato incontestabile. L'approvazione e l'avvio di più di 60 Patti Territoriali e la promozione di numerosi Contratti d'area mette in evidenza la forte spinta alla concertazione e la partecipazione ai processi di sviluppo di numerosi Enti locali fino a poco tempo fa avulsi dal proprio contesto di riferimento.

In questo generale fenomeno di spinta allo sviluppo dal basso si inserisce lo strumento dello Sportello Unico che dovrebbe contribuire, insieme alla programmazione negoziata, a rendere più efficace l'attrazione di nuovi investimenti all'interno dei singoli territori comunali attraverso la semplificazione delle procedure amministrative legate alla realizzazione di nuovi stabilimenti produttivi ed alla promozione del territorio.

Già la normativa concernente la programmazione negoziata prevedeva la necessità di semplificare le procedure amministrative degli Enti locali partecipanti ai tavoli di concertazione. In particolare sia la legge 662/96 che la Delibera CIPE del 21 marzo 1997 (punto 2.8.) prevedono che "per l'attuazione del Patto Territoriale i soggetti pubblici definiscono un accordo che individua gli atti da adottare in deroga alle norme ordinarie di amministrazione e contabilità, per la finalità della massima accelerazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi ed in particolare di quelli di spesa, e di evitare, tra l'altro passaggi superflui..."

Il Patto Territoriale, al momento della sua creazione, veniva pertanto inteso come strumento attraverso il quale le Amministrazioni locali avrebbero dovuto accelerare e semplificare le procedure autorizzative interne. In verità questa norma, nel momento in cui è stata pensata, risultava piuttosto vaga e di fatto difficilmente attuabile. Si lasciava alle singole Amministrazioni il compito di individuare le modalità di semplificazione delle procedure interne, con conseguenti scarsi risultati.

Solo con il Decreto Legislativo 112 del 1998 e col il Decreto 447 del 1998 si è prevista la creazione di uno Sportello Unico ed una metodologia di semplificazione delle procedure riguardanti le autorizzazioni per la realizzazione o la ristrutturazione di un insediamento produttivo. Non dimenticando quanto previsto già dalla normativa in materia di programmazione negoziata, il Decreto Legislativo 112 prevede, all'articolo 24, che "laddove siano stipulati patti territoriali o contratti d'area, l'accordo tra gli enti locali coinvolti può prevedere che la gestione dello Sportello Unico sia attribuita al soggetto pubblico responsabile del patto o del contratto".

Le funzioni dello Sportello Unico e quelle dei Patti o Contratti si intrecciano strettamente facendo sì che uno strumento dia valore aggiunto all'altro e viceversa. Ciò in quanto, almeno dal punto di vista teorico:

- nell'ambito di un Patto, lo Sportello Unico diviene comprensoriale, servendo cioè più Comuni di una stessa area;

- stimola Amministrazioni comunali diverse a collaborare e ad uniformare la semplificazione dei procedimenti autorizzativi;

- stimola Amministrazioni comunali diverse appartenenti ad una area territoriale omogenea (dal punto di vista delle vocazioni produttive, delle necessità di infrastrutturazione, ecc.) ad elaborare piani unitari di promozione del territorio;

- stimola la creazione di un marchio d'area attraverso cui il territorio vasto servito dalla Sportello Unico può essere facilmente identificato da potenziali investitori esterni

Possiamo riassumere quanto detto in questa Sezione nel modo seguente: La gestione di uno Sportello Unico nell'ambito di un Patto Territoriale consente la creazione di una "casa comune" a più Amministrazioni locali per l'elaborazione di progetti di promozione del territorio.

Lo Sportello Unico creato nell'ambito di un Patto Territoriale o di un Contratto d'area spinge Amministrazioni comunali diverse a collaborare per definire meglio ed uniformare il procedimento unico.

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L'organizzazione dello Sportello Unico comprensoriale

L'esistenza di un Patto Territoriale o di un Contratto d'area non necessariamente deve comportare la realizzazione a tutti i costi di uno Sportello Unico comprensoriale. L'affidamento di tale funzione all'ente gestore di un Patto o di un Contratto d'area presuppone infatti:

1. una forte volontà di Amministrazioni comunali diverse (quelle aderenti al Patto territoriale o al Contratto d'area) a collaborare;

2. la capacità dello Sportello Unico comprensoriale di fungere non solo da punto di raccolta delle pratiche amministrative (front-office) e da punto di informazione, ma anche di essere efficace coordinatore delle funzioni dei back-office collocati all'interno dei singoli Comuni aderenti al Patto territoriale.

Se da una lato lo Sportello Unico comprensoriale consente l'attivazione di utili politiche di promozione del territorio, dall'altro lato esso impone la centralizzazione di competenze e la creazione di nuovi livelli gerarchici difficili da introdurre all'interno delle strutture organizzative delle singole Amministrazioni comunali (aderenti ad un Patto territoriale o ad un Contratto d'area). Almeno da un punto di vista teorico, infatti, il responsabile dello Sportello Unico comprensoriale si pone gerarchicamente su un livello superiore ai responsabili del procedimento unico dei singoli Comuni. Secondo quanto stabilito dalla normativa, il Responsabile dello Sportello dovrà quindi far rispettare i tempi di rilascio delle singole autorizzazioni da parte degli Enti periferici, o convocare la Conferenze di servizi; ma, nel caso di uno Sportello comprensoriale, egli dovrà far rispettare i tempi di adempimento delle procedure anche dei singoli Comuni aderenti al Patto Territoriale.

Si può dunque facilmente immaginare come l'opera di coordinamento esercitata all'interno di uno Sportello comprensoriale possa risultare particolarmente complessa, ancorché auspicabile.

Infine, una ulteriore competenza rilevante può ricadere sullo Sportello comprensoriale, cioè quella attinente la fase di collaudo degli impianti, per i casi previsti dalla normativa vigente.

L'articolo 9, capo IV, del DPR 447/98 prevede che al collaudo "partecipino dei tecnici individuati dal Responsabile dello Sportello Unico tra il personale dipendente delle amministrazioni competenti (...). L'impresa chiede alla struttura di fissare la data del collaudo in un giorno compreso tra il ventesimo ed il sessantesimo successivo a quello della richiesta. Decorso inutilmente tale termine, il collaudo può avere luogo a cura dell'impresa (...). In caso di esito positivo del collaudo l'impresa può iniziare l'attività produttiva."

Nel caso di uno Sportello comprensoriale gestito nell'ambito di un Patto Territoriale o di un Contratto d'area, sarà dunque il Responsabile dello Sportello a stabilire se e come predisporre il collaudo e quali risorse professionali utilizzare, agendo direttamente all'interno di uno dei Comuni aderenti allo Sportello (ponendosi, peraltro, il responsabile del procedimento unico operante nell'ambito del singolo Comune).

Possiamo concludere affermando che lo Sportello Unico comprensoriale gestito dal soggetto responsabile di un Patto Territoriale o di un Contratto d'area può avere possibilità di successo solo se:

- la fase di concertazione tra i soggetti locali si è basata su principi di lealtà, con una forte spirito di coesione all'interno del Patto stesso;

- l'area territoriale in cui si interviene presenta elementi di omogeneità dal punto di vista socio-economico;

- le singole Amministrazioni comunali aderenti al Patto sono disponibili ad adottare forme innovative di gestione del procedimento unico;

- gli Amministratori comunali divengono fattivi sostenitori di questo particolare modello di funzionamento dello Sportello Unico inserito in uno strumento della programmazione negoziata.

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