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Obiettivi e Strategia

 

 

 

 

Il PIT Hyblon Tukles intende definire il processo di riappropriazione delle proprie identità e delle proprie risorse già avviato, e intorno a queste attivare un modello di sviluppo che contempli contestualmente nuove opportunità occupazionali, salvaguardia e valorizzazione dei contesti ambientali/culturali. Al pari di molte aree interne del Mezzogiorno, anche le terre di Hyblon Tukles hanno subito l’impatto negativo di politiche pubbliche poco sensibili alla cultura dei luoghi, alle risorse ambientali e naturali, ai beni architettonici. Anche in questo territorio, quindi, si è registrato un indebolimento delle attività maggiormente legate alle tradizioni del territorio che ha spinto gli abitanti a cercare altrove i necessari sbocchi occupazionali;l’insostenibilità di tale modello di sviluppo è ormai ampiamente riconosciuta e condivisa.

Le iniziative avviate negli ultimi anni dimostrano che il territorio dell’Hyblon Tukles ha pienamente preso coscienza della necessità di promuovere un percorso di carattere diverso. La nascita, già nel corso degli anni ottanta, nel comprensorio della Val d’Anapo, di un’Agenzia di Sviluppo Locale, e le esperienze realizzate dai due Progetti Leader che operano sul territorio, stanno a testimoniare come gli attori locali abbiano avuto la capacità di identificare gli elementi realmente innovativi che oggi caratterizzano le politiche per lo sviluppo locale. Sistemi di governance dei processi di sviluppo fondati sulla partecipazione attiva di tutti gli attori locali e crescente attenzione verso le risorse ambientali, culturali e imprenditoriali del territorio, rappresentano infatti le parole chiave per interpretare le iniziative avviate sul territorio.

In questa prospettiva il Progetti Intergrato Territoriale intende completare il precedente percorso sia rafforzando, qualificando e mettendo a sistema l’insieme delle risorse immobili presenti sul territorio, sia favorendo un modello innovativo di governance che faciliti e guidi i processi di sviluppo del comprensorio.

Sinteticamente il PIT persegue la trasformazione dell’attuale modello organizzativo delle risorse locali e del sistema produttivo, provvedendo alla riqualificazione e valorizzazione del patrimonio dei beni culturali e ambientali che dovranno diventare fonte di reddito e motore dello sviluppo locale. Mantenere le genti di Hyblon Tukles nei territori “dell’eco-villaggio ibleo”, attraverso il miglioramento della qualità della vita, il rafforzamento della coesione sociale e l’incremento dell’occupazione e del reddito rappresenta il risultato finale della strategia perseguita.

Rispetto a questo obiettivo di carattere generale si possono declinare una serie di obiettivi specifici che spiegano le modalità secondo le quali si concorre alla concretizzazione dell’idea forza. Ciascun obiettivo specifico si compone inoltre, di ulteriori obiettivi, che saranno chiamati di “secondo livello”, ciascuno dei quali concorre, secondo un’articolazione a cascata, al raggiungimento dell’obiettivo specifico di riferimento.

Obiettivo Specifico A - Valorizzare e mettere a sistema il complesso delle valenze ambientali e storico culturali dell’area, in una prospettiva che coniuga salvaguardia e recupero con l’integrazione economica e sociale delle comunità locali, la messa in rete dei beni e dei manufatti, lo sviluppo del sistema dei servizi aggiuntivi.

Gli interventi riconducibili a questo obiettivo specifico insistono sul complesso delle risorse ambientali, paesaggistiche, architettoniche e, in senso lato, culturali, del territorio. In particolare le operazioni promosse riguardano sia gli ambiti ad alta valenza naturalistica, prevedendo azioni di recupero e salvaguardia e promuovendo nuove attività imprenditoriali, che il patrimonio paesaggistico e culturale dell’area, attraverso azioni di riqualificazione e messa in rete delle emergenze e mediante lo sviluppo di servizi aggiuntivi.

La presenza cospicua di beni culturali e naturalistici di rilevante valore può consentire di avviare un processo di maggiore fruizione di questi beni e contribuire così, anche per questo aspetto, allo sviluppo socio-economico del territorio interessato. Si tratta, a questo punto, di governare il processo di trasformazione e riqualificazione orientando i meccanismi di sviluppo verso forme compatibili e favorendo il recupero dei sistemi ambientali e delle aree compromesse, intrecciando cioè le finalità della conservazione con le esigenze di sviluppo, attraverso la costruzione dei sistemi integrati territoriali.

La realizzazione della rete ecologica è un ulteriore occasione per favorire la rinaturalizzazione di ambiti degradati o abbandonati, integrandoli nel più generale sistema di aree ad alto valore ambientale, e in particolare con le SIC che insistono sul perimetro del PIT. L’opportunità di intervenire sui nodi della rete ecologica e sul sistema infrastrutturale di supporto alla stessa, viene colto dal PIT Hyblon Tukles utilizzando la struttura della rete come sistema di aree naturali di supporto alla gestione ecocompatibile dei flussi turistici.

Le azioni mirano, inoltre, a conservare, restaurare e valorizzare il patrimonio storico-artistico, archeologico e paesaggistico e quello edilizio civile e religioso, puntando, in particolare, su attività conservative e di restauro in un’ottica integrata con la valorizzazione e la gestione, al fine di evitare, come spesso è accaduto, che il ciclo del progetto si concluda con la chiusura del cantiere.

A completamento di questi interventi, si punta a stimolare l’imprenditorialità privata per l’offerta di servizi, oggi ancora sottodimensionati. Sono troppo poche, infatti, le esperienze attualmente presenti sul territorio rispetto alla dotazione di risorse disponibili e al potenziale flusso turistico attivabile. Sul fronte dell’offerta, occorre agire integrando settore turistico e culturale e promuovendo la nascita di imprese innovative per la gestione e l’organizzazione dei servizi.

Al raggiungimento dell’obiettivo specifico concorrono i seguenti obiettivi di secondo livello:

- migliorare le condizioni di gestione e fruizione delle aree ad alta valenza naturalistica;

- rafforzare le micro-imprese locali e sostenere la nascita di nuove attività per il rafforzamento del tessuto imprenditoriale della RES, soprattutto nell’ambito delle attività legate ai mestieri tradizionali (scalpellini, ricami, mielai, dolciari, ebanisti, etc.), alla fruizione turistica, alla promozione e valorizzazione del territorio e delle relative produzioni, alle attività di comunicazione e di informazione;

- riqualificare il patrimonio storico-artistico, archeologico e paesaggistico e favorirne la valorizzazione attraverso l’identificazione di ipotesi specifiche di fruizione, mediante l’identificazione e la realizzazione di circuiti tematici e/o integrati, e il sostegno all’imprenditorialità privata per l’offerta di servizi, oggi ancora sottodimensionati;

 

Obiettivo Specifico B - Qualificare i sistemi produttivi dell’area e indirizzare le produzioni locali verso prodotti e servizi funzionali allo sviluppo delle valenze ambientali, produttive e storico culturali.

Al raggiungimento dell’obiettivo concorrono una serie di azioni volte a rafforzare i sistemi delle PMI, dell’agricoltura e del turismo, privilegiando gli interventi che concorrono alla valorizzazione economica e sociale del patrimonio ambientale, culturale e produttivo dell’area.

Il contributo allo sviluppo economico del territorio di questi interventi può essere significativo solo se si esercita in un rapporto di interdipendenza tra tutte le determinanti dello sviluppo stesso. E ciò vale ancor di più in un territorio caratterizzato da una struttura produttiva debole, condizionata dalla presenza di complessi fenomeni di ordine economico e sociale (dalla mancanza di servizi alla produzione alla disoccupazione).

Uno dei principali obiettivi da raggiungere diventa, allora, quello di favorire la logica di sistema organizzato. In un contesto economico come quello attuale la singola impresa, anche se efficiente, non è competitiva se non è supportata da un sistema produttivo locale dinamico ed efficiente. Ciò porta a privilegiare il sistema, la rete e le filiere produttive piuttosto che l'impresa. Far fare tessuto alle imprese preesistenti, intensificare le interconnessioni tra le aziende, aumentare il tasso di networking è vitale per la competitività e la profittabilità delle imprese e del territorio. Non è pensabile, però, che il processo di aggregazione e di incremento dei legami interaziendali possa essere affidato alla cooperazione spontanea e di mercato delle imprese; condizioni storiche e culturali sedimentate non favoriscono in generale la cooperazione tacita tra le aziende, come avviene invece in altri contesti territoriali. Il successo di una tale strategia impone, dunque, da un lato, la creazione di incentivi al fare insieme e, dall’altro, la regolamentazione della cooperazione, in modo da disincentivare free riders e atteggiamenti opportunistici. Solo nel lungo periodo, dopo un sufficiente tirocinio di rapporti fiduciari e di rispetto dei patti, si potranno manifestare forme di cooperazione spontanea e informale.

 

Al raggiungimento dell’obiettivo specifico concorrono i seguenti obiettivi di secondo livello:

- Sostenere le imprese in modo organico e articolato, rispondendo ai loro bisogni reali, con particolare riguardo all’innovazione tecnologica, alla compatibilità ambientale, all’information technology.

- Supportare il potenziamento delle PMI che operano nei comparti tradizionali locali concorrendo alla creazione di un sistema integrato di attività, prodotti e servizi funzionali alla RES.

- Favorire la nascita e la localizzazione di nuove attività e nuove imprese, specie in iniziative che assicurino buone prospettive di crescita e di integrazione con il territorio e l’ambiente, in un’ottica di valorizzazione dei cluster e delle filiere produttive, anche attraverso attività di animazione permanente.

- Favorire la creazione e il rafforzamento dei servizi alle imprese ed in particolare la loro connessione all’interno delle logiche di filiera, focalizzando gli interventi sul lato della domanda (anche al fine di ridurre il potenziale inquinante, il quantitativo di rifiuti da smaltire, l'uso delle risorse naturali).

- Rafforzare il sistema agricolo mediante il miglioramento della competitività dei fattori produttivi e realizzando integrazioni delle filiere e dei micro-sistemi produttivi esistenti ed in via di formazione localizzati sul territorio, tramite il rafforzamento del sistema dei servizi e tramite la promozione ed attivazione di associazioni consortili.

- Ampliare e riqualificare, in una logica di ospitalità rurale, il sistema dell’offerta turistica, tramite interventi volti a sostenere il miglioramento delle strutture ricettive e la realizzazione di nuove strutture extra-alberghiere volte all’ispessimento dell’offerta.

- Sostenere le interconnessioni e aumentare la propensione cooperativa delle imprese, tramite interventi volti a rafforzare le filiere e promuovere forme associative.

 

Obiettivo Specifico C - Riorganizzare e riqualificare le risorse umane del territorio, anche in prospettiva di una maggiore integrazione sociale e di un aumento delle opportunità occupazionali.

La strategia di intervento adottata nell’ambito del PIT, facendo propri questi obiettivi, è volta a migliorare i meccanismi di funzionamento del mercato del lavoro locale, attraverso l’accompagnamento del processo di estensione delle opportunità di lavoro, a partire dal processo di riorganizzazione territoriale del medesimo mercato, basandosi su un modello di intervento che, dall’orientamento all’opportunità, integri in continuo le dotazioni iniziali e le adatti al sistema in cambiamento.

Le azioni previste puntano alla promozione di interventi formativi miranti a dotare il territorio di una forza lavoro competente, qualificata e adattabile, allo sviluppo dello spirito imprenditoriale, nonché alla qualificazione e al rafforzamento del potenziale umano impiegato in attività di promozione del territorio.

Gli interventi sono strutturati su più azioni formative integrate fra loro e con l’impianto complessivo del PIT. La caratteristica comune di tali azioni è il sostanziarsi in figure professionali in uscita ad alta spendibilità, direttamente nel comprensorio, perché: i) fondate su un’area comune fortemente integrata con il “prodotto comprensoriale”, ii) rispecchianti le diverse configurazioni dell’Offerta Turistica Integrata (OTI) e delle esigenze da queste espresse/attese, iii) caratterizzate da un contenuto di competenze/abilità di tipo trasversale, spendibile in funzioni aziendali diversificate ed in tutti i settori produttivi presenti nell’area, iv)in grado di attivare processi di “effetto moltiplicatore” integrato con le realtà del PIT.

Gli interventi formativi contribuiranno, inoltre, alla creazione di un ambiente favorevole alla realizzazione del processo di messa a sistema ed a valore del prodotto integrato comprensoriale, nel quale il turismo rappresenta un elemento determinante. In tal senso, è necessario ed opportuno da una parte, aumentare il livello di sensibilità/ospitalità già presente nella “gente di hyblon e tukles”, dall’altra diffondere maggiore consapevolezza sui processi di sviluppo locale attivati, per far sì che lo sviluppo del mercato turistico comprensoriale sia supportato da un contesto ambientale ben disposto, accogliente ed aperto.

Al raggiungimento dell’obiettivo specifico concorrono i seguenti obiettivi di secondo livello:

- favorire l’inserimento e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro soprattutto a livello di rafforzamento di competenze;
- favorire la nascita di nuove imprese promosse da giovani, donne e soggetti del no-profit;
- promuovere un offerta formativa rispondente ai nuovi profili professionali richiesti dal mercato;
- promuovere servizi di accompagnamento all’impiego, di orientamento, consulenza e formazione professionale;
- intervenire sul sistema delle imprese per favorire l’adozione e l’applicazione di tutti i nuovi strumenti contrattuali per l’inserimento lavorativo di nuovi lavoratori (contratti di apprendistato, tirocini/stages).

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