
Per i modelli di sviluppo locale ad operatività
avanzata si impone che il sistema relazionale pubblico-privato
sia riservato solo ed esclusivamente ai Soggetti legittimati
dalla legge.
In tale accezione del senso del diritto di partecipazione e per
dare efficienza ed efficacia operativa al principio di partecipazione
l’accordo di programma raggiunto dal Parteniarato Hyblon-Tukles
punta senza tentennamenti alla costruzione di un’architettura
partecipativa forte, capace di consentire concretamente alle Forze
sociali, culturali e produttive di proporre l’istituzionalizzazione
dei bisogni emergenti dalla società locale.
Nella individuazione del modello di gestione del Piano Integrato
Territoriale l’obiettivo prefisso era quello di dar vita
ad uno strumento che, mantenendo tutti i poteri tipici della Pubblica
Amministrazione, riuscisse a garantire un approccio gestionale
unitario, con poteri e responsabilità uniche di attuazione
nell’ambito di un meccanismo operativo dotato dei caratteri
di semplicità, dinamicità, duttilità organizzativa,
bassi costi gestionali.
Nel modello scelto è rimarcata
la distinzione tra livello politico unitario comprensoriale, costituito
dall’Assemblea Generale dei soggetti pubblici promotori
del PIT, organo collegiale da cui promanano le direttive generali
di attuazione del progetto, i regolamenti di funzionamento e di
attuazione e la nomina del Direttore di Progetto, e il livello
esecutivo e gestionale che viene assolto dall’Ufficio Unico
di Coordinamento tecnico-amministrativo, costituito dai funzionari
designati da tutti i Comuni.
All’Ufficio Unico sono demandate
le funzioni pubblicistiche in ordine ad autorizzazioni, concessioni,
espropriazioni, progettazioni, gare di appalto ed ogni attinente
e correlata attività amministrativa.
A capo dell’Ufficio Unico
è posto un Direttore di Progetto, soggetto responsabile
dell’attuazione del PIT, che ha compiti di gestione, di
indirizzo, di propulsione e coordinamento dell’Ufficio Unico.
Egli è nominato dal livello politico, l’Assemblea
Generale, che ne fissa gli obiettivi e i tempi
Il modello di gestione ora descritto rappresenta una soluzione
di eccellenza per la migliore gestione del PIT ; la sua architettura
risponde, infatti, e si ispira ad alcuni principi fondamentali
quali;
- il principio del giusto procedimento che, garantendo il diritto
di partecipazione degli interessati, consacra la dialettica tra
interessi pubblici e privati tendendo alla composizione dei concreti
rapporti ;
- il principio di semplificazione (conferenze di servizi, attivazione
degli sportelli unici ecc.);
- il principio di economicità, nel rapporto tra risorse
impiegate e risultati ottenuti,
- il principio di divieto di aggravamento del procedimento (l’Ufficio
Unico semplifica e rende dinamica l’attività procedimentale
scongiurando il rischio del compimento di atti istruttori inutili
e defatigatori).